Di cambiamenti nel 2020 ne abbiamo avuti a sufficienza per i prossimi 10 anni. Così abbiamo capito l’importanza di guardare al futuro: prevedere nuovi scenari, anche estremi, e trovare in anticipo soluzioni è essenziale. La pandemia globale ha spinto a ridisegnare i processi su tutta la supply chain. Ma il settore della logistica si è rivelato sorprendentemente resiliente, scovando in tempo le inefficienze e correggendole. Il Covid alla fine è stata anche un’occasione per migliorare: ogni sfida cela un’opportunità.

Possiamo imparare moltissimo dall’anno che sta per finire, per non farci trovare impreparati alle novità che ci presenterà il 2021. Quali sono? Cominciamo dai trend già ben avviati e che di certo continueranno nell’anno nuovo:

  • E-commerce e settore ultimo miglio, con la necessità di una rete di distribuzione capillare;
  • Automazione e logistica 4.0: con intelligenza artificiale, IoT, Big Data e robotica, soprattutto in magazzino;
  • Sicurezza dei lavoratori, emersa più che mai per il rischio di contagio da Coronavirus;
  • Sostenibilità ambientale nei processi (trasporti in primis) e come valore aziendale.

 

Quick-commerce: la grande opportunità per la logistica

Una delle novità ancora da implementare è il Quick-commerce, la terza generazione di vendite online. I numeri dell’e-commerce erano strabilianti già nel 2019, ma nel 2020 hanno segnato il passo con cifre da record. Anche le più piccole aziende si sono arrese al delivery, soprattutto in ambito Food&Beverage.

Ma ora quello che fa la differenza in questo settore sono i tempi di consegna ed è proprio su questo punto che si stanno concentrando i test. Lo scopo è arrivare ad un servizio di consegna (quasi) immediato. Lo standard da raggiungere è la mezz’ora, ma i colossi del settore stanno già puntando anche al quarto d’ora o ai 6 minuti.

Il segreto per raggiungere questi obiettivi è la tecnologia: gli algoritmi predittivi saranno la chiave del successo. Perciò si sta lavorando su codici in grado di prevedere quali saranno i prodotti più richiesti, in quali aree e in quali fasce orarie. Così da organizzare la disponibilità di flotta e prodotti nel modo ideale.

 

La sfida più grande? Ovviamente il vaccino Covid-19

È l’operazione di distribuzione più imponente della storia e i sistemi logistici saranno i grandi protagonisti.

Ogni nazione ha le sue caratteristiche geografiche, economiche e politiche. Secondo DHL (che si occupa di trasporti) e la società di consulenza McKinsey, solo 25 o 30 nazioni possiedono l’infrastruttura per affrontare “l’operazione vaccino”.

Il problema numero uno è la temperatura: il trasporto e lo stoccaggio devono avvenire a basse o bassissime temperature. Almeno per il vaccino Pfizer si parla di 70 gradi sotto lo zero, anche se alcune cose potrebbero cambiare.

La seconda variabile in gioco è il tempo. Immunizzare la maggior parte della popolazione nel minor tempo possibile per fermare la corsa del virus non sarà un compito facile. Verranno in aiuto sicuramente gli aerei che ora non sono utilizzati per trasportare passeggeri. E anche i droni o i trasporti automatici per portare approvvigionamenti nei luoghi più difficili da raggiungere con velocità.

Insomma, una sfida che spingerà al limite le capacità delle supply chain di tutto il mondo. Le spinte all’innovazione sono tantissime e soprattutto necessarie come in nessun altro momento storico.

 

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