Letteralmente in italiano significa “appena in tempo” ed è una strategia di gestione delle scorte a ripristino. In linea generale significa produrre solo ciò che è già stato venduto o che si prevede di vendere in tempi brevi. La filosofia Just In Time nella logistica vuol dire seguire un approccio (detto “pull”) basato sul fabbisogno reale del cliente e contrappone alla logica push che consiste nel produrre prodotti finiti per il magazzino, che rimarranno lì in attesa di essere venduti.

Negli anni ’20 Ford applicava già una filosofia industriale simile: il motto da seguire era “dock to factory floor” (cioè “dalla banchina di ricezione direttamente sul pavimento del reparto produzione”). Il massimo per lui sarebbe stato eliminare il passaggio di materie prime e semilavorati nel magazzino. Come saprai bene questo non è possibile, ma ci sono vari modi per trasformare il magazzino in un punto di passaggio strategico che crei valore aggiunto.

 

Migliora la gestione delle risorse nel tuo magazzino

Una gestione virtuosa delle risorse deve essere l’obbiettivo da raggiungere per il responsabile della logistica. Punta a ridurre le scorte al minimo, in quanto esse sono viste dalla filosofia Just In Time come uno spreco da eliminare. Potrai così ridurre i costi legati allo stoccaggio e il rischio di obsolescenza dei prodotti.

Ma soprattutto il Lead Time (cioè il tempo di attraversamento dell’ordine) diminuisce drasticamente, dandoti un vantaggio competitivo sui tuoi concorrenti.

Per ottenere questi vantaggi i processi devono essere fluidi e veloci: un buon layout di magazzino può aiutarti molto in questo. Anche le soluzioni di movimentazione automatizzate si riveleranno un grande alleato. Senza scordare che il giusto software WMS ti permetterà di mappare il magazzino in modo migliore e ottimizzerà la preparazione degli ordini.

 

Addetti che applicano il Just In Time alla logistica

 

Attenzione a non esagerare: per la logistica è meglio un Just In Time “soft”

In soldoni, la filosofia JIT richiede di rinnovare gli articoli in funzione della domanda. Solo che per fare questo servirebbe un sistema produttivo talmente flessibile ed elastico da riuscire ad adattarsi continuamente alle fluttuazioni del mercato. Basta pensare ai costi fissi di personale, affitto, ammortamenti vari per rendersi conto di quanto sia difficile. Quando la domanda diminuisce, se riduciamo drasticamente le scorte, ci sarà un costo virtuale per la capacità produttiva inutilizzata.

Quindi non Just In Time al 100% ma meglio una gestione “soft” che permetta l’eliminazione di tutti gli sprechi possibili senza mettere in crisi il sistema.

 

Fortemente collegato al concetto di magazzino Just In Time c’è il metodo Kanban, per gestire ordini e scorte tramite un cartellino da affiggere al pallet.

 

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