In un magazzino alimentare si devono seguire regole molto rigide: bisogna tenere continuamente sotto controllo temperatura, umidità, luce e vibrazioni. Il cambiamento dei consumi, quindi, implica anche adattare il magazzino alle norme esistenti. Il settore del Food si è dimostrato molto resiliente, e capace di rimodellandosi in base alle nuove esigenze del mercato, anche in epoca Covid.

 

Perché local piace di più

Una tendenza ormai ben consolidata è quella della frutta e verdura a km 0. Negli ultimi anni infatti i prodotti confezionati hanno perso il loro fascino e a tavola si preferisce trovare prodotti genuini e di stagione.

Oggi i consumatori prestano attenzione anche ai metodi di produzione e di trasporto: i prodotti locali inquinano meno e hanno più garanzie in fatto di qualità, sia perché c’è meno bisogno di sostanze artificiali, sia perché le norme sono quelle del nostro Paese.

Prodotti Bio e a km 0

Anche il Bio si sta facendo strada verso le nostre tavole. Per ottenere il Marchio Bio il magazzino alimentare deve adattarsi: oltre alla dichiarazione di conformità HACCP e al Sistema Qualità ISO 9001:2015, bisogna ottenere il Certificato di Conformità ai sensi del regolamento CE 834/2007.

Vanno quindi adeguati i processi di:

  • ricezione e stoccaggio merci (sistemi FIFO o FEFO);
  • prelievo e allestimento ordini;
  • pulizia e sanificazione di ambienti e attrezzature;
  • identificazione e tracciabilità dei prodotti (tecnologie RFId)

 

Il magazzino alimentare cambia con le vendite online

Già in tempi non sospetti, la vendita online di prodotti alimentari aveva registrato una crescita importante: + 39 punti percentuali dal 2018 al 2019. In gran parte questo fenomeno riguarda il Food Delivery, ma anche i prodotti da supermercato e l’enogastronomia.

Con il lockdown poi, la domanda di spesa a domicilio è esplosa e sono emersi i primi problemi. Infatti, la crescita del delivery implica in primo luogo una rete di magazzini disposta capillarmente nel territorio, per essere vicini ai clienti. In più offrire consegne in tempi brevissimi è il primo valore aggiunto su cui puntare nell’ambito delle vendite online.

Con il crescere della domanda poi, deve crescere di conseguenza lo spazio per conservare alimenti congelati: il cold storage. Già prima della pandemia si calcolava che in USA ci fosse la necessità urgente di trovare 7-10 milioni di metri quadrati di spazio per lo stoccaggio a freddo, cioè per abbattitori e freezer industriali.

 

Tutti questi trend sono in crescita vertiginosa e sono quelli che vale la pena inseguire. A volte modificare i vari processi anche a fronte di grandi investimenti, può portare ad un ROI molto elevato.

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